Ritrarre il conflitto infinito: gli artisti palestinesi, oggi

Doormat

Mona Hatoum, Doormat - 1996

Una panoramica sulle opere di Mona Hatoum, Khalil Rabah
e altri ancora, tra ibridazione, violenza e dis-orientalismo

Un separé a forma di grattugia, un musallah con bussola incorporata, uno zerbino di chiodi, saponi di spille che sfregiano il viso, cucine elettrificate, culle di lame e vetro, letti come ragnatele metalliche. Volti, valige, dizionari, scarpe e ceste ricoperte di cerotti, chiodi, filo spinato. Corpi di plastica e sangue usciti da un’allucinante stanza della tortura. Rubinetti da cui non esce acqua, pane arabo ripieno d’ovatta e ricucito come una ferita suturata. Opere inquietanti che utilizzano elementi naturali ma soprattutto i prodotti della cultura. Materiali medici, da ferramenta, militari, per sviscerare il complicato rapporto con la politica, la religione, l’individualità, l’esistenza nei propri spazi e l’identità del popolo palestinese a fianco a quello israeliano. Arte con un preciso obiettivo: riprodurre la frantumazione d’una terra e un’insofferente mappa della coesistenza. Continua a leggere ‘Ritrarre il conflitto infinito: gli artisti palestinesi, oggi’

I veleni industriali e politici della Basilicata

i liquidi industriali Mythen che sfociano nel fiume basento

i liquidi industriali Mythen che sfociano nel fiume basento

Il caso Mythen/Ecoil

Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali lucani e Consigliere Associazione Coscioni

Sono in macchina e sto percorrendo la S.S. 407, meglio nota come Basentana. Partendo da Tito scalo ci dirigiamo a Ferrandina. Andiamo a visitare il secondo sito di Bonifica di interesse nazionale della Basilicata, quello della Val Basento. Continua a leggere ‘I veleni industriali e politici della Basilicata’

Quella “bomboniera dell’Adler”

IMG_3680La fabbrica si sposta, i lavoratori restano: cassintegrati

Pisticci scalo – Silvestro ha 2 figlie. Francesca e Jennifer. Giovanni ne ha tre. Noemi, Angela e Silvia. Domenico, ci tiene a precisare, due e mezzo. Oltre a Matteo e Giusi c’è in arrivo Michele. Silvestro Domenico e Giovanni sono solo tre dei 35 lavoratori della Basind di Pisticci scalo che si sono messi a presidiare lo stabilimento in un pomeriggio torrido di ottobre. Anche se la metà di loro ha figli a carico e mutui contratti per la casa, la vita degli altri non è che sia meno complicata.

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The Land of Eternit_Y

Senza titolo-1Comincio un reportage fotografico. Una specie di work in progress in cui oggetto estetico diventa l’amianto.

E’ lo studio di una “crepa”  che si crea tra bellezza e bruttezza, un punto di interconnessione che permette di osservare come il paesaggio naturale si fonde con quello  industriale…

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