Laghi di Monticchio: turismo & veleni

4 11 2011

Nel 2003 una famosa agenzia di revisione finanziaria, analizzando l’utilizzo dei fondi europei della Basilicata, ricordò alla Regione perché era importante tutelare il Vulture, e puntare su turismo e sostenibilità ambientale. Come è andata a finire?

di Andrea Spartaco

Leggi il seguito di questo post »





Viaggio nell’Italia in crisi

8 10 2011


Per assicurarsi il “diritto al futuro”, come pubblicizza il Ministero della gioventù, uno studente deve prima indebitarsi nei confronti d’una banca, cioè “fruire serenamente del credito”, poi da laureato chiedere il “periodo di grazia” e “accedere con tranquillità al mondo del lavoro”. E se non lo trova? Come pagherà in 15 anni? Di sicuro a tasso fisso di interesse. Quell’Eurirs altalenante di giorno in giorno che verrà rilevato trimestralmente – secondo quanto spiega uno degli istituti bancari aderenti al Protocollo d’intesa col Ministero – e “maggiorato d’un credit spread commerciale”. Cioè d’una qualche misura che determina quanto l’investitore dovrà essere pagato per il rischio. È il mercato dei derivati, dove il rischio – ricorda Assofondi pensione – è efficace solo se chi lo assume è in grado di sostenerlo. A sostenerlo è lo Stato, a cui gli istituti bancari hanno chiesto una garanzia. Il Dipartimento della gioventù, che s’avvale di 19 milioni di euro annuali, in caso i beneficiari non pagano s’impegna a tenere indenni le banche nella misura del 70% dell’esposizione. A guadagnarci, tra oneri di gestione e spese di funzionamento, oltre le banche, lo stesso Dipartimento, che gestisce, e ha già gestito negli anni 2007-2009 il Fondo rotativo per i giovani con 10 milioni di euro annui. La domanda è: in questo 2011 di crisi siamo sicuri che questo fondo sia stato e sarà utile al futuro dei giovani? Per capirlo seguiamo una studentessa in un estenuante viaggio da sud a nord. Migliaia di chilometri alla ricerca del suo diritto al futuro. Leggi il seguito di questo post »





Intimidazioni subite, effetti reali…

21 09 2011

da_ilQuotidianodella Basilicata_21settembre2011

Mio fratello intanto ancora non lavora, nonostante cerchi da tempo immemore…





Le zone franche dei rifiuti

15 09 2011

discarica abusiva tra i calanchi

Un anno fa la Regione Basilicata revocò, per inadempienza dei Comuni coinvolti, i finanziamenti per bonificare 6 ex discariche comunali. In qualche caso, accanto, autorizzava a costruirne altre. E di ex discariche comunali da bonificare, afferma Legambiente Basilicata, ve ne sono molte. Pericolose per l’ambiente e la salute. Discariche di cui comuni non in grado di co-finanziarne la spesa, preferiscono tacere. Anche quando ad andarsene in giro per fiumi e torrenti è un rifiuto tossico come il percolato. Il costo complessivo della bonifica di tali aree è stimato in circa un milione di euro. Vi sono, infine, quelle totalmente abusive. Vere e proprie zone franche dei rifiuti. Leggi il seguito di questo post »








Follow

Get every new post delivered to your Inbox.