Archivio per la categoria 'Arte'

Ritrarre il conflitto infinito: gli artisti palestinesi, oggi

Doormat

Mona Hatoum, Doormat - 1996

Una panoramica sulle opere di Mona Hatoum, Khalil Rabah
e altri ancora, tra ibridazione, violenza e dis-orientalismo

Un separé a forma di grattugia, un musallah con bussola incorporata, uno zerbino di chiodi, saponi di spille che sfregiano il viso, cucine elettrificate, culle di lame e vetro, letti come ragnatele metalliche. Volti, valige, dizionari, scarpe e ceste ricoperte di cerotti, chiodi, filo spinato. Corpi di plastica e sangue usciti da un’allucinante stanza della tortura. Rubinetti da cui non esce acqua, pane arabo ripieno d’ovatta e ricucito come una ferita suturata. Opere inquietanti che utilizzano elementi naturali ma soprattutto i prodotti della cultura. Materiali medici, da ferramenta, militari, per sviscerare il complicato rapporto con la politica, la religione, l’individualità, l’esistenza nei propri spazi e l’identità del popolo palestinese a fianco a quello israeliano. Arte con un preciso obiettivo: riprodurre la frantumazione d’una terra e un’insofferente mappa della coesistenza. Continua a leggere ‘Ritrarre il conflitto infinito: gli artisti palestinesi, oggi’

Struzzoide

StruzzoideStruzzoide è un’installazione nell’Oasi del wwf di Policoro (Mt). Una scultura autodistruttiva. Come lo è diventato  l’uomo. L’Oasi è una fascia di costa protetta che ospita anche uccelli migratori. Alla sensazione di “incontaminato” e “libertà” si sovrappongono le tracce di un’archeologia contemporanea estranea al luogo. Ogni tanto rifiuti rompono la sua bellezza. L’installazione si propone di ricordarlo. Per il breve tempo in cui resisterà ai venti che soffiano sulla costa o a qualcuno che deciderà, come superficialmente decidiamo di contaminare l’ambiente, di romperla per il gusto di farlo. Struzoide è una ibridazione, nel senso più completo. Di persone che si mischiano in una prassi artistica e di materiali, frutto della cultura o della natura, che si fondono assieme.

Porsenna, Lacanfora e i sogni rubati

valleDue autori lucani, due storie originate da uno stesso luogo. La Valbasento tra passato e presente…

I dettagli sono il sangue della narrativa. Lo diceva Raymond Carver. Spesso, per far scorrere questo sangue, rendeva lo strano ordinario. Un gioco letterario che troviamo confrontando due romanzi lucani. Basta con queste mensogne siamo stuffi di Gino Porsenna, presentato in questi giorni, e Gino Bino Brillo di Dino Lacanfora. Autori con un gap generazionale di trent’anni. Continua a leggere ‘Porsenna, Lacanfora e i sogni rubati’

Ulderico Pesce cala l’Asso di monnezza

1Ulderico Pesce, autore e regista teatrale, mette in scena un monologo contro il traffico illecito di rifiuti e sprona a raccogliere firme per trasformarlo in reato penale…[firma anche tu]

«Stat’m a sentì ragazzi, c’è da fidarsi poco, della destra del centro della sinistra, c’è da fidarsi soltanto dei nostri nonni. Siamo di Bernalda Pisticci Ferrandina e vogliamo difendere il territorio». Inizia così Ulderico Pesce il dialogo di presentazione che ha preceduto lo spettacolo serale, con i ragazzi delle superiori arrivati per seguirlo in una mattinata primaverile. Ma sono chiassosi, blaterano, non rispondono con partecipazione a un tema più che mai attuale. L’ambiente.

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