Live_from_Palestine/myEyes

Salam, 8 anni, da “Al Jazeera”

16.jpgIl video trae spunto da un disegno di Salam, un bambino dei Territori occupati, e da una registrazione audio effettuata da Emanuele Goddi (uno dei volontari che con me nel 2006 ha partecipato a un progetto di educazione alla pace svolto dall’ANPAS emilia-romagna nei Territori occupati) mentre lo stesso giocava a fare il giornalista. Ho tentato di mettere in evidenza le paradossalità intrinseche a una situazione di conflitto. In una terra dove tutti pregano un Dio misericordioso i bambini giocano, sognano e si esprimono attraverso l’orrore della guerra. Lascio alle parole di Emanuele la presentazione di Salam e una spiegazione della registrazione.

Salam ha il viso ustionato da una bombola esplosagli in faccia, è intelligente e dissacratore, da grande vorrebbe fare il giornalista. La mattina lo incontri davanti al market mentre legge i quotidiani e commenta le notizie insieme ai grandi. Il muro ormai è alle porte del paese, i soldati hanno requisito molte delle terre dei contadini e abbattuto gli alberi d’ulivo dei nonni. Al tramonto nel deserto si diverte a concedere un’ intervista a un occidentale. Mentre si alza il vento della sera accendo il registratore e iniziamo un dialogo surreale:

«Buona sera, qui parla mr. Salam dai territori occupati della Cisgiordania. Siamo nel villaggio di Arab Ramadin: il muro si sta per chiudere intorno al paese, siamo sotto coprifuoco e ormai Abu Ammar è morto: chi aiuterà ora il nostro popolo? Quale sarà il nostro futuro?»
«Ma quanti anni ha mr. Salam?»
«Io, otto!».

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