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“Ci sarà” una volta Roca Vecchia

Passato e presente di un sito archeologico tra i più importanti del Mediterraneo

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La storia di Roca Vecchia inizia molto tempo fa. È una storia importante. Roca rappresenta un’incredibile mappa di popoli che si sono avvicendati nel Salento. Un sistema di fortificazioni e tombe risalenti all’età del bronzo, reperti che ricordano modelli minoici, strutture medievali, il passaggio dei turchi, ecc. Iscrizioni sovrapposte in lingue diverse, dal messapico al latino, ritrovate poco distanti dal sito, nella Grotta della Poesia, rendono questo un luogo di genti diverse.

1.jpgUn luogo che nonostante nel corso dei secoli abbia visto il sovrapporsi di civiltà, modelli culturali, linguaggi, patrimoni di conoscenze, a starci dentro, dà l’impressione netta del degrado (dal 1985 a oggi sono stati dati più di un milione e mezzo di euro per riportarlo alla luce). Lungo le strade che segnano visibili il sito, rettilinee e regolari, s’incontrano diverse transennature in legno che coprono i punti di scavo, ormai fradice. S’intravedono i perimetri delle case, gli accessi alla strada principale, camini, quelle che erano latrine, e le bocche dei silos di raccolta, molte scoperchiate dalle lastre, spaccate, di calcare che li coprivano. Dentro l’area si trova di tutto, frammenti di cocci, ossa, bottiglie di vetro dentro corridoi intatti e ancora parzialmente interrati e persino quello che resta del viaggio d’un tossico, un ago attaccato su un muro consumato dal tempo. Si può solo immaginarlo lì, immerso nell’antichità a farsi la sua pera per poi conficcare la siringa tra le pietre antiche e dargli fuoco. E ci sono i rifiuti, ammassati sul litorale a frotte. Viene da chiedersi che strano presente è questo che viviamo. Condividiamo la “monnezza” a ridosso di case, strade, piazze, scuole, nelle città dove quotidianamente viviamo. Dobbiamo attendere che ci seppellisca di veleni e topi per accorgerci che qualcosa non và. Così, anche a Roca, tra un bidone di “oil” e una crema vaginale, cumuli di plastica d’ogni sorta, partoriti da un’attualità dell’uso e getta, ci raccontano come viviamo e cosa siamo diventati, allo stesso modo in cui le pietre tentano di parlare della loro storia, zittite dalle prove di questi nostri comportamenti.

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I rifiuti se ne stanno omertosi, nel silenzio, intorno al parco archeologico, senza dar fastidio a nessuno, senza neppure testimoniare una parola sui nostri costumi, sulla nostra società attuale. È proprio così. La storia di Roca Vecchia è più figlia del presente che del passato. Nonostante dal 1971 sull’area del Parco ci sia un vincolo permanente posto dal Ministero della Pubblica Istruzione, l’amministrazione del comune di Melendugno vi previde, nel progetto d’un sistema fognante che da Torre dell’Orso avrebbe raggiunto San Foca, il passaggio delle tubature. Come se il parco non esistesse venne ritenuto opportuno che una zona archeologica potesse trovarsi esattamente nella linea tracciata per la costruzione d’una fogna. Lo stesso Nichi Vendola, attuale Presidente della Regione, nel 2001 si interessò alla questione con un’interrogazione presentata alla Camera. Dalla vicenda scaturì un’inchiesta della Procura della repubblica di Lecce sulle autorizzazioni rilasciate per la costruzione della condotta fognaria che avrebbe spaccato in due blocchi il parco archeologico. Il cantiere venne messo sotto sequestro dal magistrato e tutto si fermò. È lo stesso Vendola a ricordare come questa sia una vicenda nata da uno “scontro durissimo”. Tra il dott. Luigi Tondo, responsabile del Centro operativo di Lecce della Sovrintendenza, e il dott. Giuseppe Andreassi, Sovrintendente ai beni archeologici di Taranto. Il dott. Andreassi dichiarò alla stampa che i lavori dell’impianto fognante sarebbero dovuti proseguire per evitare la “perdita” del finanziamento che la Comunità europea aveva elargito per pianificare il progetto, e l’autorizzazione venne rilasciata senza apportare alcuna modifica. Sulla “congruità istituzionale” dei comportamenti e delle dichiarazioni del massimo dirigente della Sovrintendenza di Taranto, funzionario dello Stato impiegato per la “tutela” del patrimonio archeologico, fu chiesta un’azione ispettiva. Il tempo passò, lasciando Roca così com’è oggi. Intanto l’anno scorso la provincia di Lecce ha sborsato altri 70 mila euro, risorse aggiuntive ottenute grazie a un programma interregionale stilato dagli assessorati al turismo, alla cultura e politiche comunitarie per creare a Melendugno un museo che finalmente mostri le testimonianze di Roca. Sempre l’anno scorso l’epilogo dell’inchiesta sugli scavi della fogna nella zona archeologica. Al processo, il pubblico ministero Marco D’Agostino, chiede un anno e sei mesi per il dott. Andreassi, l’ex sindaco di Melendugno Giacomo Carrozzo e altri sei indagati, ritenendoli responsabili di abuso d’ufficio, danneggiamento e distruzione di beni monumentali e altre violazioni amministrative. Il processo si chiude con otto assoluzioni perché “il fatto non sussiste”. E mentre tutti vivono felici e contenti Roca Vecchia rimane lì, ad aspettare che il tempo, il mare e la monnezza se la portino via…

in L’impaziente on line

5 thoughts on ““Ci sarà” una volta Roca Vecchia

  1. le tue immagini sono piu’ incisive delle tue parole.Sono piu’ di 50 anni che mi aggiro tra quella spazzatura.Potrei definirla l’evoluzione degli scambi della plastica e del rifiuto. Se poi non bastano le correnti a convogliare lo sporco degli altri si aggiungono i misfatti dell’uomo acculturato che in nome e per conto dell’universita’degli stupidi apporta rovinose lacerazioni al territorio gia’ martoriato da altri predecessori devastatori. Lo scempio della POESIA PICCOLA e’ a portata di tutti.Ammassi di lamiere e tubi a dimostrazione di come si possa sperperare il denaro di tutti.Hanno anche sbarrato parzialmente l’accesso dal mare per favorire la stagnazione delle acque.Anche il profumo del sito e’ cambiato.Mi chiedo se la grande riscoperta sia servita a qualcosa o a qualcuno che di fatto ha pubblicato ben poco in merito.il risultato e’ che altre demolizioni sono in corso.I rifiuti aumentano. Grazie. Agostino Calo’

  2. Ciao a tutti
    io conosco roca solo da 8-9 anni, purtroppo le amministrazioni locali sono molto attratte dal “dio denaro” e poco dal “senso del fare” sembra retorica ma è così.
    Ma ha ragione anche agostino, cito, “i misfatti dell’uomo acculturato che in nome e per conto dell’universita’degli stupidi…”,Adesso immaginamo se la importante scoperta archeologica fosse stata fatta in un altra “zona” d italia, beh media, ministeri,storici etcetc. avrebbero fatto diventare roca un eccezionale sito archeologico.
    Per ultimo vorrei cercare un appoggio almeno telematico contro il parcheggio di camper e auto sopra una favolosa scogliera ma già molto dissestata.

  3. Ah vorrei chiedere un favore a tutti coloro che leggono questi post:sempre a proposito di roca sto cercando foto cartoline o altro materiale (pdf,doc etc) riguardante tutto il paesino di Roca e in qualsiasi epoca in modo da creare una raccolta visiva e non di come è cambiata (ahimè in peggio) la natura di questo splendido posto.
    In particolare se qualcuno ha delle foto delle colonie site un tempo a roca
    grazie e spero un giorno di mettere in rete questo mio lavoro

  4. Dire ” cessi ” o ” vespasiani ” è limitativo ed offensivo a cessi e vespasiani.Lo scorso anno, per la prima volta, ho visitato alcune localit2salentine e, grazie ad un amico “cicerone” anche ROCA e TORRE DELL’ORSO. Ciò che mi è rimasto più impresso è l’utilizzo come gabinetti pubblici di siti archeologici, grotte, gallerie, pinete, e tutto ciò che si presta come riparo. A questo, aggiungo, l’abbandono dappertutto di ogni genere di rifiuto.
    Mi chiedo : è responsabile chi utilizza in modo improprio e delittuoso come vespasiano , vaso della turca o discarica tali posti ricchi di storia e di bellezza ineguagliabile, oppure anche chi non provvede a dotare di tali posti, frequentatissimi, di idonee attrezzature come in ogni luogo arcgeologico e turistico che si rispetti?
    Mi sembra che lo stato di abbandono vinca nella mentalità di chi politicamente, da sinistra a destra, ha gestito o gestisce le amministrazioni comunali interessate.
    E’ PROPRIO UNA VERGOGNA. . . . . .

    PS si può parlare anche di parcheggi abusivi. . . .

  5. Era ora che qualcuno sollevasse anche questo problema atavico ! Nessuno vuole risolverlo.Con tanti disoccupati in giro non si potrebbe organizzare una cooperativa per la tutela reale dei siti e per la loro pulizia e salvaguardia? E pensare che tali attuali latrine erano luoghi di civilta’,di culto,di bellezza naturale.Se riesco a contattare gruppi di protezione civile o altri volenterosi potremmo cominciare a fare qualcosa.Chi mi puo’ aiutare?Possiamo cominciare gratis.Grazie. Agostino Calo’

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