Live_from_Palestine

The end of the middle East

15.jpgGerusalemme, 7 marzo 2008 – Ieri, un paio d’ore prima che ci fosse l’attentato, scrivevo “staremo a vedere”. Due ore dopo la città, e soprattutto la parte vecchia (quella araba), da cui proveniva l’attentatore, è stata ribaltata per cercare di stanare l’assasino. In giro era impossibile, si respirava con l’aria la tensione estrema per il gesto di ritorsione dopo quanto accaduto a Gaza. Sembra di essere immersi in piena logica mafiosa dove clan rivali si ammazzano per una zona. E’ strano. Davvero. Oggi nella Gerusalemme vecchia il mercato era aperto e strapieno, nonostante per i musulmani il venerdi sia sacro. Prima del tramonto, ogni minareto ha inondato il suo canto di preghiera sulla citta’ vecchia. Dall’alto d’una terrazza si potevano osservare le moschee. Ogni canto si è incrociato a un alltro finche tutti si sono eclissati in uno strano riverbero spirituale. Dall’alto, per un istante, è apparsa anche l’immagine di un gruppo di ultraortodossi che in cerchio, e con una sincronia pazzesca pregavano il loro Dio. Poco dopo, camminado per le stradine ormai buie e vuote, un ragazzo di 20 anni, guardandomi e commentando un litigio tra commercianti mi ha detto “This is the end of the middle East”.

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