Lucania_report/Reportage

La fabbrica dell’eternit(à)

Viaggio nei siti tossici di Enichem e Materit. Storia infinita di una bonifica di amianto

andreaSpartaco

2004-2008. La situazione interna a distanza di 4 anni. foto: andreaSpartaco

La Direzione qualità della vita del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, indica la Basilicata terza a livello di siti potenzialmente inquinati da amianto. La Sicilia prima. Confrontando le superfici regionali, rispettivamente 9.992 e 25.708 Km2, al numero di siti presenti, 540 contro1009, il premio “quantità” in Italia se lo aggiudica invece la Lucania. L’amianto è un problema serio per la salute pubblica. È il messaggio chiaro della Comunità europea e internazionale. L’ultimo studio effettuato sugli operai dell’area dello stabilimento Enichem di Pisticci, dal Gruppo di lavoro per la tutela dei diritti dei lavoratori esposti all’amianto, presieduto dal dott. Mario Murgia, è una fotografia sconcertante. Ad essi andrebbero aggiunti gli operai e non solo, della Materit di Ferrandina. Così come per l’iter di riconoscimento della malattia professionale agli ex lavoratori, anche la bonifica sembra essere diventata una sorta di storia interminabile. Protagonisti: Enti e imprese. Secondo prospetto nazionale comunque, in Basilicata risultano in ogni caso piani di bonifica regionale “formalmente conformi”.

2008.Accumulo di Big bags

2008.Accumulo di Big bags

Prima puntata: società a responsabilità limitata. Di certo c’è che la Materit è una “situazione critica finanziata” per l’inquinamento che rappresenta. Dal 1989 al 1994 lo stabilimento in Valbasento è improduttivo, morto. Poi la Regione autorizza la stessa società a smaltire l’amianto provvisoriamente stoccato nel piazzale della discarica aziendale di seconda categoria tipo b. Ossia per impianti di stoccaggio definitivo “sul e nel” suolo nei quali possono essere smaltiti rifiuti speciali e tossico-nocivi. Parliamo di circa 3000 metri cubi di fanghi secchi e 600 di rottami e sfridi di manufatti in cemento-amianto. Le analisi effettuate dal Dipartimento di Georisorse e territorio del politecnico di Torino e dal Lab Analysis srl dicono che si tratta di rifiuti speciali “non tossico-nocivi” con tenore di polveri e fibre libere respirabili inferiori alla concentrazione limite. Undici anni dopo si parlerà di livelli di contaminazione «tali da determinare un pericolo per la salute pubblica o per l’ambiente naturale o costruito». Dopo aver prodotto e smerciato nei paesi limitrofi amianto, “un tetto contro i problemi” era lo slogan Fibronit, e anche smaltito impropriamente, come ricordano gli operai, mettendo in pericolo salute e ambiente, la società Materit nel ‘94 viene dunque autorizzata a farlo dalla Regione. In ogni caso, seguita dall’Amministrazione provinciale di Matera, incaricata d’effettuare i propri controlli con la periodicità che avrebbe ritenuto “opportuno determinare”, dall’Usl competente e dal Comune di Ferrandina. Nonostante tutto, la Materit lascia un cimitero d’amianto.

2008.Altro accumulo. A destra l'accumulo polveri visibile attraverso una traccia di trascinamento sul pavimento

2008.Altro accumulo. A destra l'accumulo polveri visibile attraverso una traccia di trascinamento sul pavimento

Seconda puntata: un programma a breve termine. Passano sei anni. Siamo nel luglio del 2000. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite a esso connesse approva la relazione territoriale sulla Basilicata e descrive i sopralluoghi effettuati. «I tecnici dell’Arpab presenti alla visita della Commissione – c’è scritto – hanno illustrato il programma dei lavori previsti che, nel breve termine, dovranno portare alla bonifica dei canali di raccolta dell’acqua piovana, del piazzale e della vasca dove tuttora sono stoccati i fanghi di lavorazione; sempre nel breve termine è prevista la ripulitura delle superfici interne all’edificio nonché l’incapsulamento di tutti i rifiuti presenti nel sito». Intanto passa un altro anno. Arriva la delibera regionale n. 1527. Si redigono, secondo nuova normativa, regole tecniche e linee guida severe per realizzare operazioni di messa in sicurezza e progetti di bonifica. Gli interventi di messa in sicurezza, è affermato, «non sostituiscono le bonifiche, e la responsabilità della correttezza di tali operazioni di ripristino ambientale resta a carico dei soggetti responsabili dell’inquinamento».

Terza puntata: c’è chi dice si, c’è chi dice no. E di nuovo tutto tace sino ad aprile del 2005. quando il Dipartimento ambiente e territorio della Regione invia il suo “parere” sugli interventi di messa in sicurezza al Comune di Ferrandina e gli ricorda di emettere le ordinanze nei confronti del soggetto inquinatore o dei proprietari. Vista la latitanza della Materit, l’amministrazione comunale di Ferrandina emette l’ordinanza di diffida al proprietario per eseguire gli interventi necessari. L’avvocato Carlo Capra, curatore fallimentare della società, risponderà definitivamente ai vari Enti. Il fallito per mancanza di fondi è privato d’ogni responsabilità. La Materit esce così dalla soap opera amianto in Valbasento. Oltre che a Capra però, l’ordinanza parte anche per Angelo Minieri «nella sua qualità di Presidente del Consorzio industriale della provincia di Matera, proprietario del sito interessato». In sostanza il Comune si tira fuori avendo notificato al nuovo proprietario, l’Asi. Per il Dipartimento ambiente il progetto trasmesso dal Comune, a firma del Responsabile dell’area tecnica, «è finalizzato alla rimozione delle lastre di copertura e di tompagnatura in cemento-amianto, non tenendo conto della “pericolosità” delle materie prime e altri Rca (Rifiuti contenenti amianto ndr) ancora stoccati nell’area». In altre parole sacchi di amianto bianco e blu, polveri contaminanti e una discarica irregolare (vedi I rifiuti della Materit). Il programma illustrato nel 2000 inizia ad assumere tempi dilatati. Il parere sul progetto del Comune infatti, in riferimento alla normativa sanitaria del ‘96 è negativo perché considera prioritaria la “decontaminazione” dell’area da realizzarsi mediante rimozione di manufatti, sfridi, e polveri. Inoltre, in riferimento alla discarica autorizzata allo smaltimento dalla Regione nel ‘94, considera le modalità utilizzate “difformi” rispetto a quanto stabilito successivamente dalla legge. Tuttavia gli interventi proposti, secondo il Dipartimento, sono condizionati dalla ridotta disponibilità economica e stima un costo di 1 milione di euro per mettere a posto la situazione. Anche se tra le cifre del bilancio regionale, quell’anno, erano finiti oltre 14 milioni di euro per interventi di bonifica da inquinamento la situazione rimane invariata (vedi I soldi dell’amianto). La palla inquinata continua a rimbalzare. A luglio Ministero dell’ambiente, Regione, Comune, Apat, Arpab, fanno l’ennesimo sopralluogo «nel quale si addiveniva alla necessità di procedere, mediante analisi e indagini, alla esatta determinazione delle caratteristiche dei rifiuti presenti nella dismessa discarica». Un mese dopo l’Arpab va a verificare lo stato dei lavori di messa in sicurezza. Dagli otto punti del verbale di sopralluogo si desume che va bene, l’area è isolata e si sta facendo la caratterizzazione. Appena a novembre il Comune riceve dal Nucleo investigativo di Polizia ambientale e forestale di Matera il protocollo n. 11513. È il sequestro d’un canale di cemento di proprietà dell’Asi perché “contenente materiali con probabili polveri di amianto”.

2008.Accumuli di polveri all'esterno dello stabilimento.

2008.Accumuli di polveri all'esterno dello stabilimento.

Ultima puntata? Gennaio 2006. Un altro natale è passato. Il Comune chiede ad Arpab, relativamente ai lavori di caratterizzazione della discarica in cui la Materit, autorizzata dalla Regione dodici anni prima, ha seppellito fanghi e sfridi di lavorazione, e probabilmente depositato all’esterno polveri varie, creando colline ora coperte d’erbacce, «l’assenso all’effettuazione […] dei carotaggi previsti e necessari dei rifiuti presenti». Due mesi dopo l’Arpab risponde. Visto l’esito della caratterizzazione effettuata con indagini geofisiche esprime parere contrario all’esecuzione dei lavori. E bacchetta il Comune: i risultati andavano presentati anche agli altri partecipanti alla Conferenza di servizio. A maggio inizia finalmente la caratterizzazione della Geo Gav srl, inserita in un quadro economico che nel giro d’un anno presenta una vera e propria metamorfosi finanziaria (vedi Bonifica di un quadro economico). Il 20 settembre 2007 la Direzione qualità della vita del Ministero dell’ambiente, si esprime in merito ai risultati della caratterizzazione. Ricorda agli Enti i superamenti d’amianto nei suoli e di manganese, esaclorabutadiene e tricloroetilene nelle acque sotterranee, sostanze di cui da tempo è evidenziata la pericolosità come agenti tumorali. Per il manganese è riportato nella relazione dello studio Alba, con limite 50, cifre da 200 a 1.280, per l’amianto, con limite 1.000, valori fino a 62.000 (vedi I valori di suolo e falda). graficoinquinantiAlla luce di ciò viene richiesta l’immediata attivazione di misure di messa in sicurezza d’emergenza per suoli e acque e la rimozione dell’amianto ancora presente. Nonostante tra il 2006 e il 2007 nel bilancio regionale per bonifiche da inquinamento ci siano finiti oltre 50 milioni di euro la Materit resta al suo posto, con qualche succursale all’aperto che da anni vive abituali cicli stagionali.

La fotografia della fabbrica fatta nel 2005 da un protocollo del Dipartimento ambiente e territorio

I rifiuti della Materit

quantità imprecisata confezionata in sacchi di crisostilo (amianto bianco) e crocidolite (amianto blu, assai più potente del primo nel provocare la neoplasia ndr);

400 tonnellate distribuite in big-bags di fanghi recuperati dalle vasche e dai coni di decantazione contenenti amianto in concentrazione pari allo 0,5 per cento;

25 tonnellate circa in 110 big-bags di rifiuti friabili polverulenti contenenti amianto;

15 tonnellate in 12 big-bags di ceneri volanti da sili di stoccaggio;

5 tonnellate in 5 bib-bags di polvere di silice;

2 forni di essiccazione;

3 generatori di vapore;

1 generatore di calore contenente olio diatermico (probabilmente contenente Pcb, secondo l’Agenzia di protezione ambientale statunitense e l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro i policlorobifenili sono composti presumibilmente cancerogeni ndr);

reti di distribuzione acque e vapore di processo;

impianto di riscaldamento capannone;

canali di scambio acque e fanghi di processo con l’esterno;

I soldi dell’amianto

1999: 5 miliardi di lire, copertura finanziaria regionale a sostegno degli interventi di bonifica;

2001: 7,8 miliardi di lire, assegnati per l’area industriale ex Liquichimica di Tito;

2002: 4.225.609,18 euro, attività di consulenza e supporto tecnico scientifico per la bonifica da amianto, incarico conferito all’Università della Basilicata e 65 interventi di bonifica relativi a immobili di proprietà di soggetti pubblici, 50 in provincia di Potenza e 15 in provincia di Matera;

2003: 166.011,60 euro, realizzazione mappatura completa della presenza amianto;

2004: 500 mila euro, interventi di bonifica di particolare urgenza dell’area ex Materit al comune di Ferrandina;

2004: 192.670,08 euro, sostituzione coperture prefabbricati Bucaletto;

2005: 500 mila euro, lavori di bonifica amianto prefabbricati Bucaletto;

2006: 300.000 euro, impegno di spesa “per ciascun intervento”, da approvazione graduatoria e assegnazione finanziamenti per 5 interventi presentati nel 2005, 76.098,11 euro eccedenti rinviati a successivo atto di finanziamento;

2006: 2.272.727 euro, risorse aggiuntive per la Valbasento, Decreto 28 novembre n. 308;

2008-2010: 1.400.000 euro, lavori di bonifica dell’amianto presente nelle coperture dei prefabbricati di Bucaletto;


Gli interventi di bonifica da inquinamento

LE CIFRE IN MLN DI EURO DEL BILANCIO DELLA REGIONE2007

2005: 14.801.338,32 2006: 26.527.511,37 2007: 24.643.715,00

Bonifica di un quadro economico

Messa in sicurezza? Altri rifiuti della Materit sott'acqua tra Ferrandina e Pisticci

Messa in sicurezza? Altri rifiuti della Materit sott'acqua tra Ferrandina e Pisticci

Se l’eternit è per sempre, come una specie di maledizione, progetti e soldi per romperla oscillano. Sulla bonifica dell’ex stabilimento, ricordava nell’ultimo consiglio il sindaco di Ferrandina, vi è uno speso di 350 mila euro, e un residuo di circa 160 mila con cui si smaltiranno 71 big-bags. Gli altri, probabilmente, dovranno aspettare che la Regione comunichi formalità e parametri di indirizzo dei 2 milioni di euro destinati alla bonifica della Valbasento. Anche per il Comune ci vogliono 2 milioni di euro, per smaltire i rifiuti pericolosi della Materit però. Il Ministero dell’ambiente, l’anno scorso, sollecitava un “significativo” ritardo rispetto agli interventi già finanziati secondo “progetto esecutivo” del 2006. In parole povere: rimozione dell’amianto nell’area e di quello raccolto in “numerosi” big-bags accumulati nel capannone. Aveva chiesto all’amministrazione comunale una messa in sicurezza “permanente”. Ricordandogli, in merito alle spese, d’aver già ricevuto il rendiconto dei pagamenti effettuati per il 2006. Il Ministero quindi, chiese “un quadro economico completo conseguente all’affidamento dei lavori di messa in sicurezza e caratterizzazione ai fini delle valutazioni”. Prima d’arrivare alla richiesta di spese e interventi certi, è la ditta siciliana Geo Gav srl, costituitasi nel 2004, ad aggiudicarsi la gara d’appalto: 74.102,88 euro su 101.300,36. Lo studio di geologia Alba & Alba effettua per conto di essa i lavori di caratterizzazione. Dopo il sollecito del Ministero al Comune, indirizzato anche ad altri Enti, la struttura del quadro economico cambia. La cifra dei “lavori a corpo” sale da 101.300,36 a circa 243 mila euro. All’Ati (Associazione temporanea di imprese ndr) che avrebbe già eseguito lavori di Mise (Messa in sicurezza di emergenza ndr), Eco.logica Servizi srl e La Carpia Domenico srl, spettano nel 2006, per “opere di sigillatura Mise e intervento di Mise” e “opere di Mise”, rispettivamente 45.968 e 131.549 euro. L’Ati ha una posizione forte sia tecnica sia

interno Materit

2008: interno Materit

economica nel 2006. Ottiene più d’un terzo dell’intero finanziamento. Nel quadro economico del 2007 invece, è minore, ma sulla posizione attuale dell’Ati, l’ingegner Giuseppe Alba, che ha prodotto la relazione per Geo Gav sulla caratterizzazione, in una recente mail diceva di rivolgerci a La Carpia e al geometra Pecora di Ferrandina per informazioni sulla messa in sicurezza e la caratterizzazione. Le hanno curate loro. Comunque nel 2007 all’Ati vengono tolti i 131 mila euro di interventi di completamento e figura solo con i 45 mila euro dell’anno prima e con “opere di ripristino” per 9.704 euro, a seguito, si legge, di verbale/denuncia alla regione Carabinieri” di Ferrandina. Per l’Arpab il primo quadro riporta poco meno di 8.000 euro per “analisi di massa”: 4.071 in una prima trance, 3.728 in una integrazione successiva. L’anno dopo rimane la prima trance cui si aggiungono 81.513 euro di spese di caratterizzazione. C’è poi, voce tra gli interventi a completamento, lo smaltimento dei rifiuti, circa 37 mila euro. Eliminato nel quadro

altra immagine bucolica di collinette di amianto all'esterno, i venti fanno il resto

2008: altra immagine bucolica di collinette di amianto all'esterno, i venti fanno il resto

successivo. In entrambi compaiono 16.524 euro per una caratterizzazione della discarica e circa 9.000 euro per l’aerodisperso. Così come i circa 100 mila euro di spese tecniche e 50 mila tra iva e spese di gara. Al totale dell’intervento vanno a sommarsi 59 mila euro per somme “anticipate in più” rispetto al finanziamento. Nel bilancio di previsione 2008 il Comune, tra le opere programmate, inserisce la bonifica con acquisizione in proprietà dello stabilimento.

graficoquadrieconomici

foto e report Andrea Spartaco

inchiesta in Il Quotidiano della Basilicata, 29 dic 2008

2 thoughts on “La fabbrica dell’eternit(à)

  1. Caro Andrea,

    è sconvolgente! Grazie per l’accurata e utile descrizione. L’ignavia dei nostri Enti pubblici è vergognosa. Quale futuro per i nostri bimbi?
    Israele bombarda i fratelli Palestinesi inermi e qui (con le dovute proporzioni) i lucani (che amministrano) bombardano i fratelli lucani d’amianto e dei residui industriali della politica della conquista di questa terra iniziata con i Savoia e continuata con i galoppini che a vario titolo ci hanno governato. Meriterebbero un trattamento da “briganti” (quale cattiva interpretazione lessicale che i francesi diedero alla storia della lingua italiana…) senza alcuna pietà.
    Gianni

  2. Pingback: La bella terra dell’eternìt… à

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