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Partito Fascista Repubblicano mette sotto accusa Napolitano

propaganda_02Stralci di una mail arrivatami oggi e che ha come oggetto “impeachment” al Presidente Napolitano.

In sostanza  l’avvocato Salvatore Macca, Presidente Emerito della Corte d’Appello di Brescia, Presidente On. Agg. della Cassazione e Cavaliere di Gran Croce, invia la parte aggiuntiva riguardante la “messa in stato d’accusa” del Presidente in carica, On. Giorgio Napolitano. L’avvocato chiede  da tempo l’abrogazione della XIIª disposizione transitoria della Costituzione italiana che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista e allega le Linee programmatiche del costituendo Partito Fascista Repubblicano. Essendo completamente asettico da un punto di vista politico lo ritengo documento utile alla riflessione. Personalmente credo che il Partito  Fascista, nonostante le disposizioni costituzionali, abbia avuto in Italia un suo sviluppo storico, un mantenimento di valori e anche di linguaggio, sfociato in Alleanza Nazionale. E ritengo, negli obiettivi del costituendo Partito Fascista Repubblicano proposto dal Macca, che vi sia una sorta di schizofrenia etica, di senso della vita da con-dividere in una ideologia (cosa frequente anche in altri sistemi di idee politiche sul mondo, persino di sinistra). Giro oggettivamente i documenti, lettera e linee programmatiche. A voi farvi un’idea delle dis-torsioni in corso in questo strambo paese chiamato Italia, fatto da politici e attivisti politici che lamentano mancate espressioni ma troppo spesso assegnano valori circoscritti a groppuscoli ghettizzanti, l’immigrazione per esempio (tanto per rimanere nell’attuale), fottendosene di valori umani di comunanza più ampia (come la Dichiarazione dei diritti umani).

La lettera al signor Presidente – Nell’esprimere il desiderio e la speranza che l’istanza proposta dallo scrivente non resti troppo a  dormire un lungo sonno, e trovi al più presto accoglimento per le ragioni in essa esposte, desidero illustrare ulteriormente le stesse. Osservavo, nell’istanza, che le disposizioni transitorie delle leggi, nel nostro sistema giuridico, devono avere una vigenza limitata nel tempo, avendo la semplice funzione di coordinare certe materie, che la precedente normativa governava, con la nuova, destinata a regolare in futuro la mutata situazione. E dunque, nel caso di specie, la XII disposizione transitoria della Costituzione italiana, che vietava e ancora vieta, la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, avrebbe dovuto avere una durata massima di due-tre anni, poco più poco meno. Invece, entrata in vigore il I° gennaio 1948, dopo oltre sessantuno anni non è stata ancora abrogata! La cosa non è casuale. Infatti moltissimi cittadini, compreso chi scrive questa memoria, l’hanno prospettata a numerosi politici e, sempre, anche al Capo dello Stato, ed è tenuta in vita in perfetta malafede. Senza affermare esplicitamente che non si vuole, nella scena politica italiana, un partito fascista, l’antifascismo perenne  si comporta in modo tale da renderne impossibile la costituzione, con l’ostruzionismo e lo spauracchio di leggi discriminatici e repressive. In passato, ai bei tempi, si usava la violenza e la prepotenza, e anche peggio, ora la subdola ipocrisia. C’è chi afferma che investire del problema e della responsabilità il Capo dello Stato, come ha fatto l’istante, sarebbe improprio e fuori luogo, non essendo compito suo quello di abrogare le leggi. Ciò lo sappiamo benissimo, ma sappiamo pure che l’ultimo approdo, quando tutti i poteri, compresa la c.d. Corte europea per la salvaguardia (??) dei diritti dell’uomo, più propriamente competenti, sono sempre rimasti indifferenti e sordi a tutte le legittime istanze di un cittadino che chiedeva democraticamente di esercitare il diritto di costituire un partito che ne rappresentasse le idee e ne soddisfacesse le legittime aspettative, fosse il Capo dello Stato, quale rappresentante dell’unità nazionale (art. 87, comma I°, cost.). Ma l’unità nazionale è incompatibile con la discriminazione nazionale, mantenuta in vita in perfetta mala fede, sia con la XII dispos. trans., sia con tutte le altre norme repressive create dal regime antifascista perenne, come la famigerata legge Scelba e altre simili. E dunque, non è vero che l’attuale presidente rappresenti l’unità nazionale, come sancito dal citato articolo 87, dato che si astiene dal fare rimuovere, pur avendone la possibilità, ciò che sia in contrasto con la citata Unità. Atteggiamento omissivo, questo, che già realizza un attentato alla Costituzione, perché con esso si discrimina una parte cospicua di cittadini italiani, impedendo ad essi, come vedremo fra poco, di esprimere liberamente il proprio pensiero nonché di esercitare il diritto di associarsi in partito. Infatti, l’art. 3, co. I°, dispone che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge (anche la Costituzione è una legge) senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche ecc….” E dunque, sono tutti, i cittadini, e dunque sono anche quelli di fede fascista, che dovrebbero godere delle citate prerogative! Ma come è dunque ammissibile che non si sia ancora reso conto, il Capo dello Stato, che, accettando, tollerando, che restino ancora in vigore la XII dispos. trans. della costituzione, e le altre leggi repressive e  discriminatrici, sta continuando a violare clamorosamente il citato articolo 3 ? Violazione che  inevitabilmente si traduce nell’abiura, nel rinnegamento, del giuramento prestato avanti al Parlamento in seduta comune nell’assumere l’altissima carica, di “osservanza della Costituzione” (art.91). Ma, così essendo, il comportamento del Capo dello Stato pone in essere un attentato alla Costituzione (art.90, comma I°, ipotesi 2^), e dunque, a norma del comma 2°, deve essere “messo in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune”. Dispone poi l’art. 18, al comma I°, che “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.” E’ chiaro che i cittadini  sono tutti i cittadini, compresi quelli di fede fascista, altrimenti il costituente avrebbe sancito:  “i cittadini, tranne quelli di fede fascista. …, ecc.” Ma poiché il Presidente Napolitano non ha mosso un solo dito per fare abrogare la XII d.t., nonché tutte le altre scandalose norme repressive e discriminatrici, che offendono la costituzione, con la quale sono in clamoroso e stridente contrasto, col suo atteggiamento omissivo viola la medesima e continua nell’abiura del giuramento, deve essere messo in stato d’accusa. L’art. 21 , comma I°, della costituzione, è emblematico. Esso recita che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.” Tutti. E dunque anche i cittadini di fede fascista. Ma chi, come il Presidente On. Napolitano, abbia prestato il giuramento di osservanza della costituzione (art. 91), e viola l’art. 21, abiura il giuramento e attenta alla Costituzione e deve quindi essere messo in stato d’accusa.L’art. 49, infine, è ancora più esplicito, e mi piace riportarlo integralmente: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.”

E le sue conclusioni – Essendosi, l’On. Napolitano, reso responsabile d’inosservanza della costituzione, con ciò abiurando il giuramento di osservanza, deve essere sanzionato con la messa “in stato d’accusa del Parlamento in seduta comune” (art.90, comma 2°, costituzione). E dunque l’On. Napolitano, come abbiamo visto, da anni, cioè da quando assunse la carica, non sta osservando la costituzione. Perché? Forse perché confida, magari, secondo me sbagliando, nella solidarietà omertosa dei parlamentari votanti nel processo d’accusa? Questa è una ipotesi, ma è una certezza quando si afferma che agisce così perché sospinto dalla molla potente dell’odio eterno, insanabile, irrazionale, ma soprattutto ingiustificato, verso i fascisti e il Fascismo, sicuramente migliore del comunismo, del quale egli è fervente e devoto apologeta,  e delle dittature comuniste, responsabili di innumerevoli delitti con milioni di morti, e causa di infinito dolore in tutte le parti del mondo. E come attua, il Presidente, l’inosservanza? Non esplicitamente e apertamente, ma con la resistenza passiva, con la tattica mediocre e poco coraggiosa adottata in danno di tanti e tanti cittadini italiani che ingenuamente confidavano in lui, nella sua equanimità di Presidente di tutti gli Italiani, nella sua superiorità morale, ritenuta ma inesistente, che si sperava andasse oltre la sua personale passione politica di parte. Peraltro, il suo continuo richiamo alla democrazia, è tipico di chi la predica ma non la  pratica… Ed ora un solo, ma eloquente e rattristante, rilievo finale. Nessuno dei parlamentari in carica, del vecchio e del nuovo Parlamento, da me posti in grado di conoscere questa iniziativa, ha chiesto, e potevano farlo, di far proprie le mie istanze di abrogazione di tutte le norme repressive e discriminatrici, perdendo così un’occasione unica di dimostrare di essere dei democratici veri e non a parole, ed evitando anche, in tal modo, al loro Presidente, l’onta inevitabile della pendenza di questa procedura.

P.Q.M.

il ricorrente, nel confermare in ogni sua parte l’istanza 4 aprile-19 maggio 2008,  insiste nel chiedere la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica in carica, On. Giorgio Napolitano, per inosservanza della Costituzione. Brescia, 18 giugno 2009

Il Partito e il suo programma – Regolarmente iscritto e registrato presso gli uffici competenti, nel nome non ha subito alcuna modifica, è il medesimo Partito Fascista Repubblicano che nacque nel 1943, con Pavolini segretario provvisorio. Il programma fino a qualche tempo fa rintracciabile sul sito http://www.partitofascistarepubblicano.it, attualmente inesistente, s’indicano gli obiettivi e strategie politiche:

1. Il controllo della immigrazione di mano d’opera, per contenere il fenomeno dilagante della immigrazione clandestina e della criminalità extracomunitaria.
2. Rimpatrio immediato per gli stranieri che raggiungono le nostre coste, vigilanza continua nei mari da parte delle forze di polizia. Chiusura immediata dei centri di accoglienza, veri e propri serbatoi per la criminalità. In questo modo si dà un duro colpo alla malavita nostrana, che spesse volte si serve di “manovalanza” straniera per loschi traffici.
3. Tutte le donne che hanno bambini di età compresa tra 0 e 5 anni, hanno il diritto di lavorare con contratti part-time, in modo tale da poter dedicare gran parte del proprio tempo alla cura e assistenza dei figli.
4. Nella scuola ripristino delle quattro ore giornaliere per gli scolari delle elementari, unica insegnante nell’arco dei cinque anni formativi. Abolizione della lingua inglese e maggior approfondimento nello studio della Lingua italiana. Per le scuole medie e superiori, orario unico di 5 ore.
5. L’intensificazione della lotta alla droga ed al crimine organizzato, con aggravi effettivi delle pene per i sequestratori di persone, gli spacciatori di droga e dei consumatori stessi che non dovessero accettare programmi di recupero.
6. Abolizione del quantitativo minimo di droga definito per “uso personale”.
7. L’introduzione dei lavori forzati per taluni crimini particolarmente gravi.
8. La soppressione delle norme costituzionali transitorie e delle legislazioni speciali.
9. La pacificazione effettiva, con il riconoscimento del servizio militare prestato dai Combattenti della RSI e con il ristabilimento, a tutti i livelli, dalla Istruzione pubblica alle attività dei mezzi di comunicazione, di quelle verità storiche che da più di mezzo secolo vengono sistematicamente deformate, ignorate, falsate.
10. La chiusura di tutti i cosiddetti “centri sociali” italiani finanziati, difesi e sostenuti dai partiti di estrazione comunista. Riteniamo, infatti, tali “centri” il braccio armato del comunismo ed il nucleo dissolutore della morale e della civiltà del popolo italiano. Criminalità, spaccio di droga, degrado ambientale ed illegalità di ogni genere sono spesso localizzati in questi “centri” difesi dalla sinistra. Essi in realtà rappresentano lo squadrismo comunista incontrastato ed intoccabile, anche a causa delle collusioni di ampi settori della Magistratura.
11. Divieto ai minori di anni 21, di far uso di bevande alcoliche. Per gli over 21 la quantità massima consentita sarà comunque inferiore al limite che potrebbe creare uno stato confusionario. In questo modo si prevede una drastica diminuzione degli incidenti mortali che si verificano nei fine settimana. Coloro che saranno sorpresi a bere alcolici più del consentito, svolgeranno servizio di pubblica utilità per mesi 1.
12. Chiusura delle discoteche entro l’una di notte.
13. Non saranno tollerati gli spacciatori ed assuntori di sostanze stupefacenti. Chiunque verrà trovato in possesso di droga, sarà processato e condannato immediatamente, indipendentemente dalla quantità in suo possesso.
14. La religione dello Stato è la Cattolica Apostolica Romana, tutte le altri fedi che non contrastino con le nostre tradizioni, verranno rispettate.

3 thoughts on “Partito Fascista Repubblicano mette sotto accusa Napolitano

  1. “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.”
    Sono pienamente d’accordo.

  2. Per quanto non condividi a pieno ogni punto (ad esempio quello sull’abolizione dello studio della lingua inglese, ok invece approfondire l’italiana), mi sembra che sia stato preso ciò che di buono ha insegnato il passato ed evitati però i passati errori, io daraei una possibilità, se pur con la dovuta attenzione.

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