Lucania_report

Scorie.

copertinaStorie di ‘ndrangheta, servizi segreti e bidoni tra Calabria, Basilicata e Africa

La storia del radioattivo in Basilicata, se proviamo a inquadrarla nell’ambito della letteratura sul caso, si tinge fondamentalmente di due colori. Esattamente come quelli di un bidone radioattivo. Giallo/Nero.

E’ un giallo. C’è un pentito. Spiffera qualcosa tipo: vi abbiamo seppellito radiazioni sotto forma di “fusti” in mare (della Basilicata, Calabria e Sicilia) e in terra (Basilicata, Africa). Viene screditato, poi trovano qualcosa, poi trovano qualcosaltro. Si scopre che il pentito ha ragione. Perché é stato screditato? E da chi? Ma ancora, scompaiono mappe sui siloi, gli antichi siti di raccolta utilizzati dai greci, che probailmente avrebbero portato a scoprire punti di seppellimento. Per il radiattivo arrivano persino servizi segreti italiani, israeliani, irakeni. E poi c’è il noir: muore una giornalista, Ilaria Alpi, col suo operatore Mirian Hrovatin. Un Jet esplode. E muoiono altre 81 persone.

Raccolgo in un video le ultime sul radiattivo e un estratto dal mio documentario “Amara Lucania” del 2008 in cui si affronta la questione. La Procura di Paola trova un mercantile sulle coste di Cetraro (Cosenza), probabilmente una delle navi dei veleni, 30 per Francesco Fonti, collaboratore di giustizia, che ha permesso il ritrovamento. Il Fonti parla di altre metodiche, come quella usata in Basilicata, un seppellimento di bidoni lungo il torrente Vella (ma anche ramificazioni in Africa grazie a Giorgio Comerio e all’Ocse).

segnalo inoltre l’approfondimento di Alessia Giammaria sul Quodidiano della Basilicata. Interessante sul rapporto tra il pentito e la Basilicata.

One thought on “Scorie.

  1. Andrea, complimenti per per il blog. Aspetto sempre tue notizie in merito al tuo documentario. Ho visto e condiviso su Facebook una parte del tuo lavoro: Se mi mandi il file possiamo caricare questa interessamtissima parte su Ola Channel. Fammi sapere. Vito

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