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Teleina

«Teleina: sostanza artificiale con proprietà riattivanti il sistema vocalico, dotata di forte azione verbosa»

Nuovo Dizionario Emisferico

Siamo nell’Era della Rinata Società. Tutto è tornato alla consuetudine quotidiana. Gruppi di umani di varie zone del mondo sono sopravvissuti a un mal d’aria che ha stravolto il pianeta, bloccando i popoli. In uno studio televisivo i superstiti hanno dato vita ad un ultimo reality show. Utilizzano le vittime come pedine. Vince chi riesce a condurre il suo materiale umano di scarto alla meta assegnata. I giocatori iniettano continuamente teleina, una sostanza capace di riattivare il sistema vocalico di coloro che ne sono stati colpiti, per trasformarli in testimonianze organiche della loro fine. È questo lo spettacolo. Condito da altre rubriche come la Hit Parade Umana, una classifica di foto di persone immobili nei luoghi più disparati, spedite da spettatori in giro per il mondo. O Stanateli, spazio in cui chiunque può diventare concorrente. Ciò che conta è produrre un videoclip per il pubblico che mostri esattamente il momento in cui la vittima viene snidata, la sua visione del mondo, e gliela faccia raccontare grazie a una bella iniezione di teleina.

Uno show che riflette un mondo in cui le vittime sono trattate come oggetti commerciabili. Una di esse inizia a rivivere gli eventi. Il ricordo diventa sempre più nitido, sino a riportarla al giorno in cui tutto ha avuto inizio. La fine della civiltà così come siamo abituati a concepirla. L’atmosfera cambia, colpisce nazioni, città, paesi. La gente resta congelata in una sorta di stand-by del corpo. Ognuno è in grado di respirare, sentire suoni, rumori, odori, ma non è più capace di muoversi né di parlare. Può solo vedere il mondo come fermo immagine in cui è stato terminato. Tutti immobili. In un limite fisso e inamovibile che il destino ha deciso per loro. Qualcuno, al momento dell’umano arresto, ha davanti un paesaggio, qualcun altro i suoi simili, o un dipinto o è piombato in una lattiginosa follia osservando un pezzo di muro bianco. Gente che per una sorta di maledizione non è riuscita nemmeno a suicidarsi. Altri, quelli più traumatizzati, hanno chiuso le palpebre, rassegnati all’immagine buia e definitiva della morte, quasi a volerla anticipare. Ma ci sono, come il protagonista, umani che sono riusciti in qualche modo a salvarsi, iniziando una lotta per la sopravvivenza e una vita da incubo in quel nuovo mondo pieno di incontri al limite dell’assurdo.

Un pianeta fatto di città costruite in bolle d’aria dove la vita procede solo apparentemente uguale a prima della catastrofe, di scienziati che si servono delle vittime come cavie, sperimentando su di essi sostanze che creano un’intermittente normalità. Di eserciti immobili, simili a enormi sculture collettive, artisti che utilizzano coloro che sono rimasti fermi come argilla, anfratti del pianeta intatti ma saturi di bestialità, discariche umane che intrecciano genocidio e riciclo di corpi per farne poltrone, appendiabiti, abatjour, lampade. Un universo distorto in cui il protagonista compie un viaggio allucinato, riscrivendo dentro di sé il senso dell’esistenza e della socialità umana.

Andrea Spartaco, Teleina, Arduino Sacco Editore

2 thoughts on “Teleina

  1. …discariche umane che intrecciano genocidio e riciclo di corpi per farne poltrone appendiabiti, abatjour, lampade…
    cugino andrea dopo quest’assaggio ho proprio voglia di leggere… teleina

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