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Quel piombo negli alimenti

In un report dell’European Food Safety Authority (Efsa, ndr), un gruppo di esperti sugli agenti inquinanti (valuta i livelli di esposizione al piombo analizzando l’alimentazione e altre fonti), non riesce a fissare la soglia oltre cui il piombo negli alimenti innesca problemi sanitari.  Secondo l’Efsa l’esposizione umana al piombo può avvenire attraverso l’alimentazione, l’aria, l’acqua, il suolo e la polvere. Il piombo è un contaminante ambientale presente sia in natura sia dovuto ad attività umane come l’estrazione mineraria, la produzione e lo smaltimento delle batterie. «C’è una prova evidente – dice l’Efsa – che dimostra come un cervello in fase di sviluppo è più vulnerabile alla neuro-tossicità del piombo rispetto a un cervello già sviluppato». Riferendosi al piombo negli alimenti l’Efsa ha affermato che «nei bambini fino ai sette anni di età un livello elevato di piombo nel sangue è associato a una riduzione delle funzioni cognitive e del quoziente di intelligenza (QI)». Sulla base dei dati disponibili l’Efsa ha stimato che non è determinabile l’assunzione settimanale tollerabile (Provisional Tolerable Weekly Intake, ndr). Non può essere infatti stabilito un livello base perché in precedenza non è stata determinata una soglia sotto cui si è sicuri che non si verifichino effetti collaterali. «Al momento – ha detto alla Reuters un portavoce dell’Efsa – questo livello soglia non può essere determinato… è basato su calcoli molto vecchi». Dagli anni ’70 l’Europa ha considerevolmente ridotto l’esposizione umana al piombo tagliando i livelli di piombo nel gas, nelle vernici, nelle scatole degli alimenti e nelle condutture. Tuttavia ha affermato l’Efsa, ci sono ancora preoccupazioni per il piombo che entra nel ciclo alimentare. Per l’Efsa cereali, verdure e acque del rubinetto contribuiscono alla maggior parte delle esposizioni al piombo nella popolazione europea. Nonostante l’esposizione al piombo di origine non-alimentare sia stata considerata di importanza secondaria, ha detto l’Efsa, la polvere e il terreno della casa possono essere importanti fonti di esposizione per i bambini. «La Commissione – ha ribadito Frederic Vincent, portavoce del Commissario europeo alla Salute John Dalli – insieme agli esperti degli Stati membri riesaminerà i livelli massimi attuali, considerando la ricerca e i dati più recenti dell’Efsa».

fonte: EFSA Assesses Risk of Lead in Food, by Alexa Nemeth | 12 giugno 2010

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