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2157_Musée inhumain_ 
“Coloro che restarono divennero altri”. Questa l’epigrafe alla base della scultura di Diòdo da Nicotra. L’opera riprende il tempo della mutazione, quando gli esseri umani iniziarono a partorire esseri prima con più arti, poi menomati di essi o fatti della sola parte inferiore o superiore, come in questa opera. Un unico essere composto di busto e testa di due uomini in perenne lotta per la conquista della loro privacy. L’uomo coi capelli corti guarda in basso a sinistra le due “teste di morto” fuse, raddoppiando il tema della mutazione genetica e aggiungendo ad esso i due topos più frequentati dall’uomo, la futilità di ogni conoscenza e il senso della vita.

“those who remained became others”. This inscription at the base of the sculpture of Diòdo from Nicotra. The artwork recall the “time of mutation”, when humans began to give birth before beings with multiple limbs, then crippled them or made only the lower or upper human part, as in this artwork that consist of bust and head of two men in fight to conquer their privacy. The man with short hair look down left the two fuse “skulls”, doubling the theme of genetic mutation and adding the two most popular human topos, the futility of all knowledge and the meaning of life.

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