Lucania_report

Il Ciclo(pe) dei Rifiuti

PisticciMonnezza per strada, carenza di impianti risolta a botte d’ordinanze. Il tutto condito dall’insostenibile leggerezza di alcuni funzionari pubblici

 

Più che ciclo quello dei rifiuti, in Basilicata, pare un ciclope, un gigante che vede il mondo attraverso un monocolo con la cataratta. Ma chi ha concepito questo imbuto prospettico che filtra la visione del sistema in maniera opaca? Certo nel 2003 l’agenzia di revisione Ernst&Young scrisse agli amministratori lucani che la nostra raccolta differenziata era “ben lontana” dagli obiettivi di legge. Prima d’allora, con i fondi europei del Programma operativo plurifondo ’94/’99, 583mln di euro (cui s’aggiungevano circa 360mln di risorse statali e 190mln dai privati per un totale di 1.133mln, ndr), tante erano state le determine della Giunta regionale e dei vari dipartimenti.Se ne trova addirittura una per incarichi di consulenza al fine di definire gli “adempimenti giuridico-amministrativi” relativi al ciclo dei rifiuti. Adempimenti che avevano portato poi l’agenziaa dirci di essere fuorilegge. E se ne trovano per approvare progetti d’impianti di smaltimento e recupero di rifiuti solidi urbani (Rsu, ndr), realizzare centri per il conferimento separato, costruire discariche controllate per lo smaltimento di Rsu. E pure trovato spazio per la sperimentazione, come il “Triter” dell’Enea di Rotondella o il recupero di materie prime seconde a San Chirico Raparo.

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