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Attualmente l’ intesa tra governi, la Banca mondiale, le organizzazioni internazionali, i tecnocrati e le multinazionali, come Vivendi, Suez-Lyonnais des Eaux o Thames Water, tende a trasformare l’ acqua in un business paragonabile proprio a quello del petrolio». Il P7 sostiene che su sei miliardi di esseri umani circa un quarto non avrebbe accesso all’ acqua. Dei rimanenti ben 300 milioni ormai dovrebbero ricorrere alle forniture private per risolvere le loro esigenze. «Di questi 300 milioni il grosso è nei Paesi più poveri – dice Petrella -. Lì, sempre più spesso, chi ha denaro finisce per pagare questo “diritto alla vita”, che a chi non può pagare viene negato. La banca svizzera Pictet stima che in prospettiva il mercato dei consumatori d’ acqua a pagamento raggiungerà 1,6 miliardi di persone. La stessa banca ha appena lanciato un fondo d’ investimento con titoli legati al business dell’ acqua, ipotizzando rendimenti eccezionali proprio grazie allo sviluppo del settore privato».

In Verice P7, i paesi poveri chiedono “acqua per sopravvivere”, 8 giugno 2000 – Corriere della Sera

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